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Il Natale solidale e antispreco di Elior e Banco Alimentare

Il Natale solidale e antispreco di Elior e Banco Alimentare

Abbattere lo spreco alimentare nel segno della solidarietà: è trascorso così il Natale targato Elior. 

Durante le feste natalizie, infatti, diminuiscono gli ordini per i ristoranti aziendali dei nostri clienti ed è normale che avanzino piatti pronti sani, bilanciati e soprattutto buoni. Che fare, buttarli? Assolutamente no, molto meglio donarli al Banco Alimentare, con il quale Elior collabora da anni. 

iColti in Tavola e lo spreco alimentare

Nella settimana di Natale, dai nostri centri cottura di Zola Predosa (Bo) e Novate (Mi) e dal ristorante Mamma Margherita a Castelnuovo Don Bosco (At) sono partiti, a bordo dei furgoni del Banco Alimentare, diversi piatti pronti destinati a chi ne aveva bisogno. 

Nei periodi di calo, come l’estate e il Natale, la nostra produzione si organizza in base alla riduzione delle richieste da parte dei clienti, soprattutto per quanto riguarda le piccole e medie imprese, molte delle quali chiudono tra Natale e Capodanno. La lotta allo spreco di cibo, infatti, è ormai un pilastro fondamentale per una grande azienda che si occupa di ristorazione collettiva. Ma va da sé che una parte di sovrapproduzione rimane in ogni caso, un po’ per la gestione di eventuali emergenze, un po’ perché non tutto è prevedibile così nel dettaglio. 

800 piatti pronti donati

Nelle scorse settimane, quindi, 480 piatti pronti de iColti in Tavola, la nostra linea di ristorazione aziendale smart e innovativa distribuita anche da Hospes, sono stati donati a Banco Alimentare. Si trattava della sovrapproduzione del centro cottura di Zola Predosa, alle porte di Bologna, dove usiamo tecnologia all’avanguardia per preparare piatti pronti sani, equilibrati, buoni e confezionati in atmosfera protettiva ATP, che ne prolunga in modo naturale la shelf life mantenendo intatti tutti i principi nutrizionali. 

Il 30 dicembre, inoltre, altri 200 piatti pronti de iColti in Tavola sono stati consegnati ai volontari che seguono il dormitorio Don Matteo Migliore, annesso alla parrocchia San Luca Evangelista nel quartiere torinese di Mirafiori. Attivo dal 1990, il dormitorio, che risponde al piano di emergenza freddo del Comune di Torino, ospita da 30 a 50 persone senza fissa dimora e di ogni nazionalità, offrendo loro ogni giorno pranzo, cena e un letto dove trascorrere la notte. 

Lo stesso è accaduto nel centro cottura di Novate, che ha donato al Banco Alimentare tutti i piatti pronti in sovrapproduzione. 

Piccoli passi concreti, per lottare contro il food waste e contribuire ad accrescere la solidarietà.