Tra food art e giochi di cibo: Funny Food, la filosofia educativa targata Elior

Trasformare i piatti in piccoli capolavori divertenti da vedere e sani da mangiare e usare un approccio ludico per avvicinare i bambini al cibo: sono i due principi alla base di Funny Food, la filosofia educativa che Elior porta ogni anno in tantissime scuole

Tra food art e giochi di cibo: Funny Food, la filosofia educativa targata Elior

Non giocare con il cibo! Alzi la mano chi da bambino non se lo è sentito ripetere come un mantra da genitori che tentavano di insegnarci le buone maniere a tavola.

Ma mamma e papà non sapevano che proprio infrangendo questa regola del galateo avrebbero potuto raggiungere un traguardo ancora più ambito: farci mangiare volentieri quegli alimenti che proprio non attirano i più piccoli, verdura e frutta al primo posto, soprattutto se verde.

Il cibo è un gioco

Eppure toccare il cibo, annusarlo, maneggiarlo, insomma tutti i giochi che hanno a che fare con l’azione del mangiare e tutto il suo contesto di preparazione, spesa e accessori, hanno una valenza educativa fortissima per i bambini. Vi siete mai chiesti perché in ogni asilo nido c’è una piccola cucina gioco, ambitissima da ogni bambino?

Su questo principio abbiamo basato Funny Food, la nostra filosofia educativa che ogni anno portiamo in tantissime scuole. Abbiamo deciso di chiamarla così – cibo divertente - proprio per sottolineare l’importanza dell’aspetto ludico del cibo. Pensiamo che partire dai giochi perfar da mangiare sia un modo empatico e immediato per entrare in contatto con i bambini, insegnare loro ad amare il cibo e a non averne paura, a considerarlo una parte fondamentale della loro vita e magari ad apprezzarlo in ogni sua componente, anche quelle il cui aspetto inizialmente potrebbe scoraggiare.

Il trucco della Food Art

Un esempio? È il principio della Food Art, la tecnica che permette di realizzare con il cibo dei capolavori golosi e divertenti, che sono un piacere per il palato e per gli occhi. Insomma si re-inventano pranzo e cena e volendo anche colazione e merenda.

Pensate a un piatto che si trasforma in un quadro con banane che somigliano a bassotti, alberi fatti di asparagi, cavolfiori come nuvole: chi non ne sarebbe affascinato? E così, anche i bambini più difficili cominciano a mangiare sano senza nemmeno accorgersene!

Perché mangiare solo una mela o dei peperoni quando possono diventare un’automobilina e le ossa di uno scheletro? Il cibo è il protagonista di mille avventure e il momento del pasto è per i bambini un gioco interattivo con cui si imparano le regole del mangiare sano. Perché Food Art non è soltanto impiattare con cura ma anche raccontare una storia di benessere.

Pesciolini innamorati e hamburger golosi

All’insegna della Food Art e soprattutto del Funny Food, Elior ha attivato una serie di collaborazioni per creare piatti divertenti e sani e dare qualche suggerimento furbo ai genitori che vogliono ampliare il concetto di gioco con il cibo.

Mai proposto ai bambini un piatto a base di pesciolini innamorati? L’ha creato per noi Giovanna Hoang, blogger e mamma specializzata in piatti colorati e sani, di quelli capaci di attirare i bambini come un lecca lecca…ma con più verdura e niente zucchero!

La sua ricetta di polpette di riso e tonno include anche carote, patate, piselli, mais ed è un piccolo capolavoro facilmente ripetibile a casa.

Chi ha problemi a far mangiare i broccoli ai bambini può ripiegare sull’hamburger mostruosamente buono realizzato dai nostri chef ambassador insieme agli Chef in Camicia. Anche in questo caso, alla base c’è Funny Food, il cibo divertente: l’obiettivo è far mangiare le verdure ai bambini partendo da quelle più ostiche, i broccoli. Ebbene, provare per credere: munitevi di broccoli, salmone, patate lesse, il pane da hamburger e il gioco è fatto! Se volete strafare, c’è anche la ricetta della maionese allo yogurt, perché un hamburger senza salse è buono solo a metà.

Curiosità: via col Bentō

Sapete da dove arriva la Food Art? Il suo antenato parla giapponese e nonostante abbia quasi 900 anni è ancora molto trendy: è il Bentō, il contenitore per il pranzo fuori casa tipico del Giappone. Quella che a Milano chiameremmo “schiscetta”!

Il termine Bentō significa “comodo”, perché è facile da trasportare e si può appunto consumare comodamente ovunque: a scuola, al lavoro, in viaggio. I bentō riassumono benissimo il concetto di Funny Food perché contengono tutti gli alimenti per un pasto sano e nutriente (riso, pesce, carne, uova, verdura e frutta) e sono una delizia per gli occhi, perché sono sempre sistemati come vere opere d’arte. O meglio di Food Art.

L’estetica, infatti, nella preparazione del bentō è fondamentale: il cibo viene abbinato in base ai colori e tagliato e preparato in forme accattivanti. Il Kyaraben – che significa bentō dei personaggi – è uno degli stili bentō più conosciuti e nasce proprio per far mangiare i bambini divertendoli, creando personaggi con il cibo. I più diffusi sono Hello Kitty e i Pokemon, ma si trova davvero di tutto: stelline, gattini e panda. Così carini che è quasi un peccato mangiarli!