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Vita da chef: i cuochi Elior intervistati da “La Repubblica”

Tanta organizzazione e personalizzazione dei piatti. Mariella Tanzarella racconta l’esercito eroico della ristorazione collettiva

Gli eroi silenziosi della ristorazione finalmente sotto i riflettori. Merito della giornalista Mariella Tanzarella che in “Vita da chef, poca gloria molti menu” ha raccontato su l’Album de “La Repubblica” il mondo dei trecentomila cuochi che ogni giorno preparano migliaia di piatti di qualità per la ristorazione in aziende, ospedali e caserme. 
La giornalista ha descritto l’impegno di tanti professionisti che grazie all’organizzazione e al lavoro di squadra riescono a preparare menu variegati con numeri imponenti.
Come quelli dello chef Elior Giuseppe Bruno, che nel ristorante la “Fucina dei Sapori” all’interno della Direzione Centrale di Poste Italiane a Roma prepara 2.700 pasti al giorno con 300 chili di carne, 200 di pesce, 500 di verdure e 100 di pasta. Insieme a lui sono stati intervistati anche Michele Bollino e Alfio Barbagallo, in forza rispettivamente al ristorante L’Oréal di Milano e all’Ospedale Garibaldi di Catania. A loro e agli chef degli oltre 2.200 ristoranti e punti vendita Elior in Italia, il compito di offrire quotidianamente piatti gustosi nel rispetto scrupoloso della sicurezza, dei valori nutrizionali e delle esigenze dei diversi ospiti, senza trascurare innovazione e sostenibilità. Una vera e propria sfida, ha concluso il nostro Amministratore Delegato Rosario Ambrosino, «che ci spinge ad alzare gli standard qualitativi. E a promuovere ricerca, sviluppo di modalità e formazione: campi in cui noi e gli altri operatori del settore investiamo sempre più».