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Un mondo #FameZero: i banchi alimentari europei insieme per recuperare le eccedenze della ristorazione collettiva

Un mondo #FameZero: i banchi alimentari europei insieme per recuperare le eccedenze della ristorazione collettiva

In Italia, ogni anno, 5,1 milioni di tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura, per un valore di 13 miliardi di euro circa. Il recupero degli alimenti e la cucina circolare sono temi di grande attualità, ma sappiamo veramente come avvengono il recupero degli alimenti e la ridistribuzione? Ne abbiamo parlato in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione con Feba, European Food Banks Federation, e Banco Alimentare

E proprio in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione è stata la FAO a chiedere a tutti di agire perché una dieta sana e sostenibile possa essere accessibile a tutti, attraverso lo slogan “Le nostre azioni sono il nostro futuro. Un’alimentazione sana per un mondo #FameZero”. 

In questo contesto, il 16 e 17 ottobre, 24 rappresentanti di Banchi Alimentari di 10 Paesi europei hanno condiviso esperienze e buone pratiche per affrontare e superare gli ostacoli che complicano il recupero dalla ristorazione collettiva per aumentare le eccedenze recuperate sia in termini di quantità che di qualità. Una due giorni alla Food Academy di Elior per discutere questo tema e indagare il modello virtuoso milanese e lombardo grazie al quale ogni giorno vengono ridistribuiti pasti a 215.000 persone in stato di bisogno. 

Oggi siamo qui ad imparare che recuperare le eccedenze alimentari dai settori del catering e della ristorazione collettiva è possibile”, ha detto Jacques Vandenschrik, Presidente della European Food Banks Federation. “Se nella ristorazione collettiva lo spreco alimentare può sembrare più evidente, il recupero delle eccedenze alimentari chiede risorse economiche per garantire un recupero rapido e sicuro rispettoso del consumatore finale, ma l’alto valore nutrizionale, oltre ad economico, sociale e ambientale, ci chiede di impegnarci sempre di più per il bene del pianeta e la salute dei beneficiari delle nostre azioni”.

I progetti di Elior contro lo spreco alimentare 

Noi di Elior abbiamo sempre attivato una politica aziendale rivolta alla lotta allo spreco e all’economia circolare per recuperare nel migliore dei modi le eccedenze alimentari. Dal 2012 a oggi dai quaranta ristoranti Elior di tutta Italia sono stati recuperate oltre mezzo milione di porzioni di cibo, 120-130 mila porzioni all’anno, che sono state abbattute per garantirne la sicurezza e recuperate da furgoni refrigerati per essere consegnate alle strutture che le hanno ridistribuite a persone in povertà. 

Un esempio del nostro lavoro contro lo spreco alimentare è un progetto partito nel 2010 nel ristorante aziendale di ABB, nella sede di Sesto San Giovanni (MI). Un progetto condotto in partnership con la stessa ABB e Siticibo, attraverso la sensibilizzazione e la formazione di tutto il personale di cucina Elior e in collaborazione con gli uffici di qualità e igiene degli alimenti Elior e il team di Banco Alimentare per la redazione di un manuale congiunto con le indicazioni operative per il recupero delle eccedenze. Perché il primo obiettivo è ottimizzare la filiera per non sprecare il cibo, ma qualora ci fosse del cibo preparato e non consumato si attivano i partner per ridistribuirlo in modo efficace ed efficiente. 

Nel gruppo Hera invece si è avviato il progetto “Cibo Amico” dal dicembre 2009 per il recupero dei pasti a favore di 6 enti no profit che danno ospitalità e assistono quotidianamente 140 persone in 8 strutture. Soltanto nel 2016 sono stati recuperati 10.449 pasti completi

Siamo orgogliosi di ospitare 24 rappresentati di Banchi Alimentari di 10 Paesi europei nella nostra Food Academy per discutere di un tema fondamentale come quello del recupero delle eccedenze alimentari - dichiara Rosario Ambrosino, Amministratore Delegato di Elior - Come azienda di ristorazione collettiva, grazie alla proficua collaborazione con Banco Alimentare con cui collaboriamo da oltre 10 anni, sentiamo nostra la responsabilità di offrire un futuro sostenibile e solidale all’intera comunità. A unire il nostro Gruppo e Banco Alimentare è un unico ma fondamentale obiettivo: favorire un clima di responsabilità sociale e ambientale volto a creare azioni concrete contro lo spreco alimentare e di aiuto alle persone più bisognose”.