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Pausa pranzo in Fase 2: la ristorazione collettiva dopo il Covid-19

La pandemia da Covid-19 sta cambiando le regole della ristorazione collettiva, chiamando l'industria dell'alimentazione a rispettare nuove regole per garantire una pausa pranzo di lavoro piacevole ma sicura sia ai dipendenti che al personale. Una sfida dove l'innovazione gioca un ruolo fondamentale

Pausa pranzo in Fase 2: la ristorazione collettiva dopo il Covid-19

È la domanda che in questo momento si stanno ponendo tutti: come sarà la ristorazione collettiva dopo il Covid-19? Le norme sul distanziamento sociale probabilmente cambieranno il modo di vivere mense e ristoranti, influendo sulla classica pausa pranzo di lavoro.

Pensiamo a scuole, mense aziendali, ospedali, case di cura, imprese, ristoranti: per un certo periodo di tempo, dovremo evitare di avere troppe persone tutte insieme nello stesso luogo contemporaneamente. E alla ristorazione collettiva sarà richiesto uno sforzo in più in termini di innovazione per far sì che i clienti possano godere di un’esperienza positiva e conviviale, rimanendo al contempo anche al sicuro insieme al personale.

Il consumatore al centro

Prima ancora che scoppiasse la pandemia globale, in Elior abbiamo iniziato a ragionare mettendo il consumatore al centro. Sembra uno dei tanti slogan generici ma applicare questo concetto alla ristorazione collettiva significa lavorare per rendere la pausa pranzo di lavoro un momento di piacere, nel quale il cibo è buono e il suo consumo è disegnato sulle esigenze di orario e contesto di chi lo mangia.

Facile da dire, un po’ meno da realizzare. Concretamente, ci siamo mossi intorno a una serie di principi molto pratici, per garantire menù bilanciati a base di piatti buoni e sani, fornendo consigli nutrizionali, luoghi di consumo piacevoli e funzionali, massima flessibilità oraria e di compagnia (pranzo condiviso con i colleghi o in solitaria?), riduzione dei tempi permettendo di scegliere in anticipo cosa mangiare evitando così eventuali code e assembramenti.

L’app Joy Food

Molto di tutto questo è possibile grazie alla nostra app JoyFood, già adottata da alcuni dei nostri grandi clienti, come Poste Italiane, che devono garantire una pausa pranzo piacevole a un vasto numero di persone contando su flessibilità e servizio di qualità.

Joy Food permette a chi la usa di verificare se c’è coda, scegliere prima il menù visualizzando nel dettaglio anche tutti gli ingredienti, pagare direttamente senza bisogno di avere e toccare contanti. Inoltre, per le aziende che aderiscono al nostro concept Food 360 da quelle di grandi dimensioni come lo stabilimento Michelin a Torino, a quelle più piccole ma innovative come Corradi, è possibile scegliere tramite l’app cosa mangiare quel giorno o tutta la settimana e trovare il proprio piatto pronto direttamente nel proprio sportello all’interno delle nostre vetrine refrigerate, che si aprono passando il badge personale.

Può persino fornire una serie di articoli sui trend nutrizionali e una sana alimentazione!

Il futuro immediato

Grazie a tutto questo lavoro fatto in precedenza e a Joy Food ci sentiamo già a buon punto per entrare nella cosiddetta Fase 2, quella della ripartenza. Dove probabilmente giocheranno un ruolo essenziale anche i prodotti imbustati monouso, come posate e pane, sanificazione costante degli ambienti, barriere in plexiglas nella zona del servizio e tavoli distanziati tra loro. E in un futuro non troppo lontano, forse anche la consegna a casa del pasto per i dipendenti in smart working, sfruttando la nostra tecnologia per il confezionamento in atmosfera protetta.