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La dieta mediterranea: alimentazione e salute al primo posto secondo la ricerca Ixè

La dieta mediterranea: alimentazione e salute al primo posto secondo la ricerca Ixè

La correlazione tra cibo e salute è un argomento che sta a cuore al 68% degli italiani (il 71% delle donne contro il 65% degli uomini). Questa stretta connessione viene sempre più ricercata anche nella ristorazione collettiva dove i clienti chiedono sempre di più piatti legati al territorio e alla dieta mediterranea. Lo afferma la ricerca che abbiamo commissionato all’Istituto Ixè, che ha intervistato 40 chef del Gruppo sulle abitudini dei loro utenti. 

Secondo l’Istituto Ixè, il 55% degli italiani afferma di seguire e conoscere bene i principi della dieta mediterranea. Gli chef segnalano che una percentuale analoga ricerca proprio gli stessi principi, anche durante la pausa pranzo.

Salute e benessere dell’organismo sono due temi che sempre più persone pretendono dalla ristorazione collettiva: il 53% infatti ritiene che la dieta mediterranea abbia effetti positivi sul sistema cardiocircolatorio e cardiovascolare, il 46% sulla longevità, il 37% sulla capacità di controllo del peso e il 31% sulla riduzione dell’incidenza di tumori.

Cresce anche, di conseguenza, la richiesta e il consumo di prodotti più sani e leggeri: cereali, legumi e pesce. Calano invece carne e burro. Ma cosa viene percepito dal pubblico come garante della sicurezza e della salute di un piatto? Il 69% degli italiani si fida di materie prime 100% italiane, soprattutto se si tratta di materie prime del territorio e ingredienti stagionali. 

Non è secondario neanche il ruolo di rilievo dell’olio extra vergine d’oliva, infatti l’82% degli italiani presta molta attenzione al tipo di olio da utilizzare per condire i piatti. 

A tutti piace mangiare cose buone, ma sempre più italiani hanno capito che la salute passa per il piatto - afferma Margherita Sartorio Co Founder e CEO Istituto Ixè - Al ristorante, occasionalmente, si può derogare da questa regola, ma nella ristorazione collettiva, così come a casa, la salubrità della cucina è importante e allo stesso tempo assume una notevole importanza anche la leggerezza del piatto”.

 

L’educazione alimentare è una responsabilità di tutti

 

Promuovere la dieta mediterranea all’interno della ristorazione organizzata significa diffondere l’educazione alimentare all’interno di tutte le strutture. Lo sostiene il 68% dei nostri chef Ambassador. Concorda con questo pensiero anche l’83% del campione studiato dalla ricerca Ixè, secondo cui nella ristorazione scolastica si dovrebbero offrire cibi più sani e leggeri per insegnare la corretta alimentazione, fin da bambini. 

Oggi non è più possibile pensare di modificare le abitudini alimentari solo attraverso un trattamento individuale, ma è necessario attivare azioni di comunità per migliorare l’alimentazione. Per questo la dieta mediterranea si propone come uno strumento efficace per la prevenzione e la gestione di numerose malattie - sottolinea Maria Luisa Amerio, Medico Chirurgo, specialista in Scienza dell’Alimentazione e collaboratrice dell’Università di Scienza Gastronomiche di Pollenzo - Una scelta necessaria che porterà benefici sia legati al benessere del singolo, prevenendo alcune patologie croniche come diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari, sia alla collettività, con una maggiore sostenibilità della spesa sanitaria”.

Per noi di Elior, promuovere i principi della dieta mediterranea nella ristorazione collettiva è una scelta responsabile per la diffusione della cultura della sana alimentazione.

La dieta mediterranea è un caposaldo dell’alimentazione italiana, è richiesta e amata dai nostri consumatori e si conferma alla base della nostra politica nutrizionale - spiega Rosario Ambrosino, Amministratore Delegato di Elior - I nostri menù sono realizzati sugli standard della dieta mediterranea, rispettando la tradizione ma in modo innovativo; in più sono legati al territorio, mantenendo inalterata la qualità delle materie prime e garantendo salubrità e leggerezza. Tutto questo è ciò che promuove la nuova ristorazione collettiva, una responsabilità che sentiamo profondamente nostra”.