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Food Art, il cibo diventa un gioco per far mangiare i bambini

La Food Art è la tecnica per realizzare dei piccoli capolavori golosi e divertenti che trasformano il cibo in un gioco tutto da mangiare.

Food Art: raccontare storie di benessere

Non giocare con il cibo! Alzi la mano chi da bambino non se lo è sentito ripetere come un mantra da genitori che tentavano di insegnarci le buone maniere a tavola. 
Ma mamma e papà non sapevano che proprio infrangendo questa regola del galateo avrebbero potuto raggiungere un traguardo ancora più ambito: farci mangiare volentieri quegli alimenti che proprio non attirano i più piccoli, verdura e frutta al primo posto. È il principio della Food Art, la tecnica che permette di realizzare con il cibo dei capolavori golosi e divertenti che sono un piacere per il palato e per gli occhi. Pensate ad un piatto che si trasforma in un quadro con banane che somigliano a bassotti, alberi fatti di asparagi, cavolfiori come nuvole. E così, anche i bambini più difficili cominciano a mangiare healthy e nemmeno se ne accorgono!
 

Il pranzo come non l’avete mai visto

Re-immaginare il pranzo. È questa l’idea alla base della Food Art. Perché mangiare solo una mela o dei peperoni quando possono diventare un’automobilina e le ossa di uno scheletro? Il cibo è il protagonista di mille avventure e il momento del pasto è per i bambini un gioco interattivo con cui si imparano le regole del mangiare sano. Food Art non è soltanto impiattare con cura, è raccontare una storia di benessere.
Il web è il luogo dove i food artist espongono le loro opere: Facebook e Instagram in prima linea. C’è chi è specializzato in cartoni animati, chi in monumenti, chi in animali. Una delle food artist più conosciute è Lee Samantha, una mamma malesiana che per invogliare la figlia maggiore a mangiare alimenti sani, comincia a creare storie divertenti nel piatto e a postare le sue opere su Instagram, imponendosi in poco tempo come una dei guru della Food Art.
 

Via col Bentō 

L’antenato della Food Art parla giapponese e nonostante abbia quasi 900 anni è ancora molto trendy. È il Bentō, il contenitore per il pranzo fuori casa tipico del Giappone. Questo termine significa “comodo”, perché è facile da trasportare e si può consumare “comodamente”, appunto, proprio ovunque: a scuola, al lavoro, in viaggio. I bentō contengono tutti gli alimenti per un pasto sano e nutriente: riso, pesce, carne, uova, verdura e frutta. Ce ne sono di tutti i tipi e per tutti gli appetiti e si trovano nei supermercati, anche se la tradizione li vorrebbe preparati rigorosamente a casa. Ma soprattutto sono una delizia per gli occhi! Sì perché i bentō sono spesso delle vere opere d’arte. Per prepararli ci vogliono abilità e tempo, ma si sa, i giapponesi sono i campioni mondiali di pazienza. L’estetica è fondamentale: il cibo viene abbinato in base ai colori e tagliato e preparato in forme accattivanti. Il Kyaraben – che significa bentō dei personaggi – è uno degli stili bentō più conosciuti e nasce proprio per far mangiare i bambini divertendoli, creando personaggi con il cibo. I più diffusi sono Hello Kitty e i Pokemon, ma si trova davvero di tutto: stelline, gattini e panda. Così carini che è quasi un peccato mangiarli!